Grigi i cappotti, neri i piumini
Volti cupi piegati
Una forza invisibile attrae verso il basso
Dita e occhi frenetici roteano sugli smartphone
Ammassati, sballottati, spintonati
Incuranti, infastiditi, invisibili  
Masse corporee che si sfiorano
Ma non si vedono
Soli tra tanti, uniti e soli
Ecco la fermata e la carrozza si vuota
La massa compatta quasi senza scomporsi
Ad un ritmo regolare si disperde all’uscita
Libera l’aria e il contatto col mondo
Lei alza lo sguardo, a destra e a sinistra
Lui è lì,  scorre gli indici di borsa
Con frenesia compulsiva
Che sorpresa ! Lei pensa
Un’occasione unica
Abbandona whatsapp
I messaggi al marito aspettano
Il respiro accelera
Il suo viso si illumina
Si avvicina, cerca un modo
Per attrarre attenzione
Una frenata e <<…ciao!>>
I suoi occhi incrociano quelli di lei
<<Ciao, chi si vede !>>
<<Siamo saliti alla stessa fermata
Come mai non ci siamo visti prima?>>
<<Peccato vero?>>
Vorrebbe  non finissero mai questi secondi
<<Vero, lavori in centro?>>
<<Si scendo tra due fermate, beviamo un caffè?>>
<<Mi spiace sono arrivato,
e sono in ritardo, alla prossima, ciao!>>
<<Ahh.. buona giornata! Ciao.>>
Appesa al ‘ciao’ quasi sussurrato! 
Lo segue con lo sguardo
Le porte si chiudono
Lui si perde tra la massa di cappotti e piumini
Il suo volto si spegne all’improvviso
Troppo tardi, un’occasione perduta
Maledetto smartphone
È tornata sulla terra, Si guarda intorno
Nessuno avrà compreso le mie emozioni?
Nessuno, nemmeno il vicino di casa.

lug.2019