Il corsivo, risultato dell’elaborazione dei primi scarabocchi, non è più insegnato e molti giovani ed adulti l’hanno sostituito con lo stampatello.
Oggi si usa il touch screen o la tastiera, a garanzia di un gesto rapido per un risultato immediato, mentre la scrittura manuale oltre a favorire l’apprendimento, la memoria e facilitare abilità compositive, di linguaggio, è l’espressione di sé, della propria autenticità.

PERCHÉ È MEGLIO SCRIVERE A MANO?!

L’incremento esponenziale degli strumenti di comunicazione digitali ha allontanato le persone dal vecchio concetto di carta e penna. Capita spesso, infatti, di relazionarsi con persone che affermano di non scrivere più a mano. Per non parlare, poi, dei cosiddetti “nativi digitali”, i quali non hanno mai conosciuto i famosi quadernini a righe e quadretti utilizzati durante il periodo dell’infanzia.

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Inoltre, docenti che un tempo insegnavano la calligrafia (dal greco “bella scrittura”), oggi lasciano spazio a metodi meno rigorosi, offrendo allo studente semplici indicazioni su come riprodurre una parola su carta.

E’ innegabile che la comunicazione digitale permetta di relazionarsi con velocità soprattutto di sempre essere connessi col mondo. Entusiasti per la rapidità e l’interazione veloce, i nostri pensieri svolazzano in rete perdendosi nel mondo virtuale, assumendo si connotati di immediatezza ma anche di immaterialità e impersonalità.

Al contrario la scrittura a mano è legata a fattori prettamente individuali quali la personalità, le emozioni ed ha caratteristiche individuali ed uniche, proprio per la variabilità del gesto, mentre con la scrittura digitale la componente personale si perde a favore di elementi omologati e anonimi.

Oggi la situazione è critica: in America il corsivo sta scomparendo dalle scuole, in Finlandia dal 2016 l’insegnamento del corsivo è stato abolito. Quelle poche persone che ancora scrivono manualmente hanno abbandonato il corsivo, puntando tutto sullo stampatello, carattere più riconoscibile e semplice. L’alternativa? Il pc, lo smartphone, il tablet.

La tendenza è quella di conformarsi al gruppo di appartenenza, semplificando i segni/simboli, col rischio di perdere la propria autenticità e il contenuto emotivo (a partire dal contatto vocale rispetto ad un emoticon tramite whatsapp).

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Assistendo a questo fenomeno, vari studiosi si sono posti la domanda se sia un bene abbandonare questo antiquato strumento quale è la penna e fortunatamente si sta sviluppando una corrente di pensiero che sostiene l’importanza del corsivo.

In particolare, Karin James, neuroscienziata presso l’Indiana University, afferma che la scrittura a mano aumenta l’attività celebrale più di quanto possa fare l’utilizzo di una tastiera, le aree del cervello coinvolte nel gesto scrittorio attivano il linguaggio, il pensiero e la memoria.

Questa tesi è sostenuta anche da Virgina Berninger, psicologa presso l’Università di Washington. La tesi da lei proposta parte dal principio che, quando i bambini scrivono a mano libera, non solo producono più parole, ma esprimono inoltre un numero più alto di idee.

Un ulteriore esperimento è stato condotto a Roma, nel novembre 2014: confrontando l’utilizzo del tablet e del quaderno, coloro che scelgono la prima opzione impoveriscono il loro patrimonio mentale e riscontrano maggiori difficoltà a formulare idee e concetti.

Digitare tasti o scorrere le dita sul touch screen è un gesto rapido e istantaneo che non aziona gli stessi muscoli e meccanismi neuronali a cui si accede quando si scrive a mano. A livello neurofisiologico si attivano meccanismi neuronali più semplici che non favoriscono l’apprendimento, la memoria; mentre la mano-scrittura facilita l’abilità compositive, di linguaggio, di esposizione e l’espressione di idee.

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E’ auspicabile che si mantenga viva questa antica arte, patrimonio dell’umanità,  che si può affiancare certo all’uso di strumenti digitali, in un ottica di complementarietà, due strumenti che possono coesistere ed integrarsi.

Il fascino della carta, il suo profumo, il fruscio del foglio tra le dita, il valore antico che possiede è unico e parla di noi e ci aiuta a stimolare la fantasia e la creatività, qualcosa di meraviglioso che è parte della nostra vita.

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